L’Intelligenza Artificiale ci ha battuti a poker!

Ci avevano già provato nel 2015, ma in quell’occasione i giocatori “umani” avevano avuto la meglio.

Quello che è accaduto invece a Pittsbourgh, durante la manifestazione «The Brains vs Artificial Intelligence», che si è svolto dall’11 al 30 gennaio 2017, è un risultato storico

Non è la prima volta che un’intelligenza artificiale batte l’uomo in ambito ludico – dagli scacchi al gioco cinese Go – ma il poker rappresentava un obiettivo ambizioso: non si tratta infatti “solo” di applicare al meglio le regole del gioco: nel poker si “bleffa”, si hanno informazioni parziali (non si conoscono le carte dell’avversario ne tanto meno le sue intenzioni, le sue strategie o la sua propensione al rischio); inoltre c’è margine anche per il caso e la fortuna.

Bene, ecco quello che ha fatto Libratus, il software di intelligenza artificiale progettato dalla Carnegie Mellon University: ha vinto 1,7 milioni di dollari contro quattro tra i più forti giocatori di poker del mondo.

Questo risultato apre ad applicazioni molto diverse e complesse: il suo algoritmo può essere impiegato in tutte quelle situazioni in cui non ci siano tutti i dati disponibili, in cui le informazioni siano parziali o fuorvianti (basti pensare al campo medico o, ancora meglio, alla strategia militare).

Libratus infatti non si limita ad applicare le regole del gioco, replicando il comportamento umano, ma le analizza per determinare le mosse da fare.

Si tratta dell’evoluzione naturale e più ambiziosa del machine learning: l’apprendimento automatico delle macchine, iniziato nell’industria dei primi anni ’90 e che negli ultimi tempi sta facendo passi da giganti (e veloci).

Due esempi: Nel 2012 Kaggle ha sfidato la comunità scientifica a creare un algoritmo in grado di valutare i compiti degli studenti delle superiori. Gli algoritmi vincitori riuscivano a dare gli stessi voti dati dagli insegnanti umani.

L’anno scorso, l’algoritmo vincitore era in grado di analizzare le immagini di un occhio per diagnosticare una malattia chiamata retinopatia diabetica, fornendo la stessa diagnosi dell’oculista.

Con i dati giusti, le macchine avranno sempre prestazioni migliori dell’uomo per un semplice fatto, ovvero la loro capacità di analizzare e memorizzare velocemente una massa enorme di dati: un insegnante può leggere 10.000 compiti in 40 anni di carriera, un ottico può vedere 50.000 occhi, la macchina può leggere milioni di compiti o vedere milioni di occhi in pochi minuti.

Se a questa capacità numerica, aggiungiamo il nuovo talento mostrato al tavolo del poker, ovvero quello di gestire situazioni con dati mancanti o volutamente fuorvianti elaborando una strategia, la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale è appena cominciata!

Simona Gangi
Copy Writer

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